Camagna Country house

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La Tua Vacanza nel Cuore del Belìce...

La Riserva Naturale “Grotta di Santa Ninfa”


ricadente nei territori comunali di Santa Ninfa e Gibellina, in provincia di Trapani, è stata istituita per la tutela e la valorizzazione di un’area di notevole interesse geologico e paesaggistico.


L’area protetta è interamente compresa all’interno del più vasto Sito Natura 2000 “Complesso dei Monti di Santa Ninfa e Gibellina e Grotta di Santa Ninfa”, istituito in attuazione della Direttiva Habitat 92/43/CEE per la presenza di diversi habitat di interesse comunitario e di specie di interesse biogeografico e conservazionistico.

Sede della Riserva Naturale “Grotta di Santa Ninfa”
Castello di Rampinzeri
c.p. 4264041 – 91029 – Santa Ninfa (TP)
cell. 329.8620475 – 73
santaninfa@legambienteriserve.it
Facebook: Riserva Santa Ninfa
Facebook: Centro Esplorambiente Santa Ninfa

Terme Acqua Pia - Montevago


Situato nel cuore delle ridenti colline della Valle del “Belice” e dalla ricca macchia mediterranea all’interno di un verde parco attrezzato,si trova oggi il Centro di Benessere e Salute ”Acqua Pia”, dove sono esaltate le virtu’ salutari di queste purissime acque che vengono utilizzate cosi’ come sgorgano dalla sorgente.


La ricerca scientifica ha infatti convalidato il valore sinergico della fonte riconoscendone oltre che le capacita’ terapeutiche anche il valore estetico.

I trattamenti e le terapie termali, permettono il raggiungimento di un ”benessere psico-fisico” e di una migliore qualita’ della vita.

Le Strade del Vino in Sicilia


Visitare la Sicilia ed andarsene senza aver degustato parte della sua infinita offerta vinicola è forse più grave che andare a Roma e non vedere il Papa. Per questo, per orientarsi in questo inestricabile labirinto di viti e grappoli, vi consigliamo sette percorsi da seguire.


Iniziamo con la strada del Monreale Doc, nella provincia palermitana, dove il rinomato vitigno del Catarratto ci offre i suoi pregiati doc quali il Contea di Sclafani, il Contessa Entellina e il Monreale. Piegando verso ponente arriviamo a Trapani, la provincia più vitata d’italia, con la Strada dell’Alcamo doc, che comprende le doc di Erice e di Marsala (Terre d'Occidente e Val di Mazara).



Selinunte


era una antica città greca sita sulla costa sud-occidentale della Sicilia; oggi costituisce il Parco archeologico più grande d'Europa. I ruderi della città si trovano sul territorio del comune di Castelvetrano, nella parte meridionale della provincia di Trapani. Nel sito archeologico, sull'acropoli vi sono alcuni templi insieme ad altre costruzioni secondarie, mentre altri templi si trovano su di una collina poco lontana.


Molti edifici sono rovinati in seguito a sismi avvenuti in epoca medievale; tuttavia alcuni interventi di anastilosi hanno permesso di ricostruire quasi completamente ilTempio E (il cosiddetto tempio di Hera), e di rialzare in gran parte uno dei lati lunghi del Tempio C.

Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo. Fa eccezione l'opera più famosa, l'Efebo di Selinunte, che oggi è esposto presso il Museo Civico di Castelvetrano.

Il cretto di Burri


o cretto di Gibellina è il nome con cui è conosciuto il "Grande Cretto", un'opera di land art realizzata site specific da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989 nel luogo in cui sorgeva la città vecchia di Gibellina, completamente distrutta dal terremoto del 1968.


Burri progettò un gigantesco monumento della morte che ripercorre le vie e vicoli della vecchia città: esso infatti sorge nello stesso luogo dove una volta vi erano le macerie, attualmentecementificate dall'opera di Burri. Dall'alto l'opera appare come una serie di fratture di cemento sul terreno, il cui valore artistico risiede nel congelamento della memoria storica di un paese. Ogni fenditura è larga dai due ai tre metri, mentre i blocchi sono alti circa un metro e sessanta e ha una superficie di circa 8000 metri quadrati,facendone una delle opere d'arte contemporanea più estese al mondo.



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La tua guida turistica in Sicilia


Ci sono diversi modi per visitare la Sicilia. Basta visitare le principali città e città scoprendo gli aspetti multiculturali della Sicilia. Se siete alla ricerca di una vacanza in mare e in mare, la Sicilia è un tesoro di costa rocciosa, spiagge sabbiose e isole sparse. Per la storia e la cultura, visitare i nostri siti archeologici con i loro templi greci o fare un viaggio al barocco siciliano nel sud-est. Imparare la fauna selvatica? Scopri la flora e la fauna siciliana nel Parco Naturale Regionale Madonie e nel Monte Etna. Tuttavia scegliete di trascorrere le vostre vacanze in Sicilia, date un'occhiata alla nostra Guida per la Sicilia, vi fornirà interessanti informazioni prima di partire sui luoghi di interesse prima di prenotare la tua esclusiva vacanza in Sicilia.

Il sito archeologico di Contrada Stretto


Circa tre chilometri a est della città di Partanna. La presenza di numerosi fossati scavati in questa zona e risalente all'epoca neolitica ha dato a Partanna il titolo di "città della civiltà di fossati". In realtà, avevano una duplice funzione, sia dell'acqua che della cultura. All'interno di essi sono state trovate sia tombe individuale che collettive, depositi in ceramica, incendi di traccia e persino due catene associate a ossa animali. Tra gli elementi più interessanti c'è una galleria scavata nella roccia probabilmente utilizzata anche per uso culturale. Le ceramiche ei reperti trovati all'interno dei fossati e delle tombe includono un arco cronologico che va dal Neolitico al Bronzo Antico. I più antichi, risalenti al VI millennio aC, sono quelli appartenenti alle facie di "ceramica impressa".

CASTELLO GRIFEO


Il castello è l’edificio più insigne e solenne di cui oggi Partanna s’adorna , è una delle fortezze meglio conservate della Sicilia.


La prima citazione del Castello risale al 1353 dal Fazello. Gli storici fanno risalire la costruzione intorno alla metà del 1300 ad opera dell’architetto corleonese Calandrino.


Sulla collina esistevano 2 torri d’avanguardia costruite nell’XI secolo dagli arabi per proteggere il casale sottostante, la torre orientata verso il Modione fu trasformata in campanile della Matrice Vecchia (oggi Purgatorio).

 

Camagna Country House è un ottimo punto di partenza per visitare

la sicilia occidentale questa zona è talmente ricca di tesori che meritano di essere visitati e vissuti.


Il nostro consiglio è sempre lo stesso: provate a visitare quanto più possibile, lasciandovi semplicemente guidare dall’istinto.


Tutta la Sicilia occidentale merita una visita. Se però avete pochi giorni a disposizione e non volete rischiare di perdervi qualcosa, allora seguite i nostri consigli. 


Ecco cosa visitare in Sicilia occidentale.......

Palermo, Trapani, Erice, Segesta, Castellammare del golfo, Scopello, Riserva dello zingaro, Marsala e lo stagnone di mothia, mazara by night, Favignana e le isole Egadi, Monreale, Cefalù, il borgo di Sambuca di Sicilia, il menfishire con le sue cantine e portopalo bandiera blu da 15 anni, la scala dei turchi e tanto ancora....

Camagna Country House consiglia......Easy Tourist”


è un’applicazione “GRATUITA”(disponibile e scaricabile dagli store Google Play & Apple Store) che permette di essere collegati con il territorio ove sono ubicati e le locations che lo caratterizzano dal punto di vista storico-culturale, agroalimentare e del tempo libero trascorso  durante il vostro soggiorno.


La partnership con questa nuova ed emergente start-up prevede l'assistenza locale all'ospite che possa favorire l’aumento della fruibilità del territorio circostante a noi e tramite le attività promosse all’interno dell’App.

Rete Museale e Naturale Belicina


C’è consapevolezza che l’identità di ogni luogo o piccolo centro del Belìce, di cui i musei sono espressione, abbia la possibilità di consolidarsi solo in un sistema integrato a scala territoriale.
Per raccontare una storia, che non è solo quelle dei singoli luoghi, ma quella di tutti i paesi della Valle del Belìce, per riflettere sul concetto di appartenenza e di comunità nasce la rete dei musei. La storia delle arti antiche, del suo territorio e paesaggio, delle sue modificazioni geologiche, dei grandi maestri del contemporaneo, è già documentata in alcuni musei già fortemente strutturati e storicizzati e in altri di recente formazione. Sorge oggi l’esigenza, a partire da croniche carenze strutturali, di tentare la formazione di un sistema di musei, comprendendo in essi anche le emergenze architettoniche e paesaggistiche del Belìce. Nasce dalla consapevolezza, che solo attraverso la creazione di una rete si possano superare i limiti, per una significativa valorizzazione del ricchissimo ed inestimabile patrimonio di cui siamo testimoni. L’idea è quella di operare per un museo del territorio del Belìce, che a partire dalle singole istituzioni, dia una lettura continua della storia, dell’arte, della cultura materiale, dell’architettura e del paesaggio e che ne consenta la conoscenza, conservazione e valorizzazione. Alla rete concorrono strutture con storie diverse, alcuni musei sono già ben strutturati e inseriti negli itinerari turistici, altri in fase di definizione perché di recente formazione.

CHIESA SAN ROCCO

All’inizio della via La Masa, nella zona sud-est della cittadina belicina, si trova la chiesa di San Rocco.

La costruzione ebbe inizio nel 1576. Il Santo a cui è dedicato l’edificio, francese di origine, si recò a Roma in pellegrinaggio e, durante il viaggio di ritorno, si prodigò nel curare gli appestati colpiti dal terribile morbo che flagellava le terre che stava percorrendo. Anch’egli contagiato, guarì miracolosamente. Assieme a S. Sebastiano divenne protettore degli appestati.

A lui si rivolgevano, pertanto, i fedeli per essere preservati o per sconfiggere la peste.

Così, durante la pestilenza che colpì la Sicilia nella seconda metà del XVI secolo, un gruppo di credenti partannesi ritenne doveroso costituire, il 20 maggio 1576, il primo nucleo della confraternita di S. Rocco, con l’intento di edificare una chiesa “ad intercedendum et implorandum gratiam apud Deum ut omnes Christi fidelis liberet a morbo contagioso in regno successo”.

 
 
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